-Racconto da un Progetto NatureTherapy in un centro diurno con la nostra Facilitatrice Antonella Anceschi- 

È con gioia che oggi condivido un’esperienza di grande ricchezza e nutrimento interiore svolta in un centro Diurno della mia città di Carpi (MO).

L’idea originaria era di portare un gruppo di 12 anziani, alcuni attivi, altri con piccoli deficit cognitivi, in passeggiata nello splendido parco adiacente alla struttura che accoglie splendidi alberi tra cui Pioppi bianchi, Pioppi neri, Tigli, Noci, Aceri, per svolgere attività di NatureTherapy.

Mi ero attentamente preparata la scaletta delle attività da proporre ed ero più volte andata nel parco per farmi un’idea anche del cammino, identificare i possibili ostacoli e le soluzioni correttive.

Amo pianificare per sentirmi pronta e proporre anche più attività di riserva, per aver un ventaglio di possibilità più ampie.

La sera prima inizia a piovere e la mattina stessa, quando esco alle 6.40 per la mia camminata mattutina vedo che il cielo non promette nulla di buono e allora mi dico che bisogna pensare ad un piano B.

Cosa fare? Scelgo allora di raccogliere foglie nel mio tragitto e di portare agli anziani quelle che maggiormente identificano la stagione dell’estate in corso: NOCE, TIGLIO, QUERCIA, MENTA PIPERITA E FICO.

La mia intuizione mi ha guidata a fare la cosa più saggia, perché la struttura mi chiama alle 8.00 per dirmi che l’attività deve essere rimandata a causa del clima incerto.

Ma io ho il piano Be quindi mi reco in struttura con l’abbondante raccolto: gli anziani sono tutti molto curiosi di capire cosa farò e vengo accolta da 36 occhi che mi osservano e mi sorridono.

Partecipano all’attività anche l’animatrice e 2 infermiere della struttura.

Indosso la maglietta NatureTherapy, che già è una presentazione per me, e dico loro il mio nome, chi sono e che, poiché non possiamo raggiungere la natura per questioni climatiche, la natura oggi entra nel loro spazio, in modo alternativo.
Ho un cartello con me con il mio nome e accanto un cuore.

Questo mi dà subito lo spunto per introdurre la splendida pianta di Giugno, che con il suo profumo allieta i cuori ed addolcisce le nostre giornate: il Tiglio.

Distribuisco ad ognuno di loro una foglia, chiedo di chiudere gli occhi e invito a sentire con la mano i bordi della foglia, la consistenza, la temperatura, il profumo. Faccio notare la forma curiosa a cuore, emerge da loro la parola “morbida” che identifica la foglia ed ecco la magia compiersi!

I ricordi si sbloccano attraverso la vista, il tatto e l’olfatto e c’è chi condivide il ricordo del dolce profumo degli alberi di Tiglio davanti alle aule ad annunciare il termine della scuola e l’inizio dell’estate, (si scopre poi che la persona faceva la maestra) c’è chi racconta dell’azienda in cui lavorava che aveva tantissimi alberi di Tiglio, i cui fiori e foglie, a fine giornata, venivano raccolti in enormi sacchi per tenere pulita l’area. C’è chi mi dice di aver perso persone care, amate e di sentirle vive dentro al cuore e di come la foglia cuoriforme del tiglio ha evocato in loro questo ricordo.

Sfioro i loro volti con le foglie di Tiglio e vedo le loro reazioni: sorrisi, beatitudine, gioia.

Sono emozionata e sento un’onda di grande amore intorno a me.

Proseguo con le foglie di Quercia chiedendo ancora una volta di chiudere gli occhi e sentire la differenza della foglia tutta seghettata ed emerge subito una parola: ruvida.

Chiedo loro come vedono la quercia e mi condividono le parole “forte, robusta, piantata, grande” mentre per il Tiglio erano emerse le parole “morbida, dolce, delicata, verde, leggera”

Una signora, fino a quel momento silenziosa si accende e ci racconta che la ghianda è il cibo preferito dei polli e dei maiali, (sappiamo che da giovane era contadina) mentre un signore ricorda che la ghianda è molto amata dagli scoiattoli.

Con il Noce si illuminano gli occhi: le foglie allungate e profumate fanno loro ricordare che in estate si prepara il nocino, un liquore buonissimo, che il ghiriglio ha tante proprietà benefiche , che sembra il cervello umano ed ecco che ognuno “racconta la sua storia” su quanto fanno bene le noci, su quanto sia importante mangiarle, poi emergono altri scenari, ricordi dei figli da piccoli che giocano accanto agli alberi di noce ed immagini che apparentemente non hanno attinenza, ma che in qualche modo, gli alberi hanno richiamato e sbloccato.

La regina, la più amata è la Menta Piperita. Li invito a strofinare qualche fogliolina tra le mani, portare le mani a coppa ed inalarne il profumo. Le parole condivise sono “freschezza, leggerezza, estate, gioia, vita, felicità, respiro

È infine il turno della foglia di Fico, che non tutti riconoscono e dà li si apre per me l’opportunità per farla conoscere attraverso il tatto, la vista, i racconti di Adamo ed Eva che usavano la foglia per coprire le loro nudità.

Al termine chiedo ad ognuno di loro che pianta sente di essere e perché.

Ecco le loro condivisioni:

“Il pino perché sta in montagna”
“Il tiglio perché profuma”

“Il noce perché si dà tutto agli altri”
“Il ciliegio perché dà i suoi frutti succosi e rappresenta la vita”
“Il fico perché il suo frutto è dolce e buono da mangiare”
“Io sono un fiore e preferisco la calla perché è bianca, profumata e delicata” condivide una signora.
“La menta perché rinfresca e tutti si accorgono di lei”
“Il noce perché il nocino è buono da bere”
“Il tiglio perché mi porta a scuola”
“II noce perché ci giocano i miei figli piccoli”

Nel frattempo mostro loro, insieme all’animatrice, come sono fatti gli alberi, le foglie, il tronco, attraverso le belle immagini di un libro.

Mi ringraziano con un caloroso applauso, qualcuna di loro mi bacia, mi abbraccia e mi chiede “quando torni, la prossima settimana?”

Mi sento davvero felice: sono passate 2 ore in un lampo.

Ancora una volta la Natura mi ha nutrita, meravigliata, ha stravolto la mia scaletta e le mie certezze per portarmi nel suo regno magico, imprevedibile ed emozionante.

Come ulteriore spunto nel dare un significato ancora più profondo all’esperienza, ho infine chiesto di fare disegni delle foglie e del “loro essere albero” che li rappresenta. (Qui sotto qualche immagine)

Sono davvero piena di gratitudine e penso che si avverta, tutta la mia gioia ed emozione.

Con energie di gratitudine,

Antonella Anceschi
Naturopata, Riflessologa, Life Coach e Facilitatrice NatureTherapy®